Nella prima sezione del contributo è analizzato l’epigramma VIII 73 di Marziale, nel quale il poeta, rispondendo alla richiesta di un patrono di produrre poesia elevata, chiede a sua volta “qualcosa da amare” (v. 4 da quod amem). Ai vv. 5-8 il catalogo di poeti d’amore ispirati dall’oggetto della loro passione (Properzio, Gallo, Tibullo, Catullo) è funzionale alla tesi secondo la quale è la persona amata a rendere grandi i poeti e prepara il terreno per la conclusione, nella quale l’epigrammista dichiara che la sua poesia sarà all’altezza di quella di Ovidio e Virgilio, purché anche egli abbia una Corinna o un Alessi. L’adesione alla tradizione biografico-allegorica che faceva dell’Alessi della seconda ecloga un reale puer donato da un patrono rivela l’intento della giocosa lezione di storia letteraria proposta dal poeta: al suo patrono Marziale chiede tra le righe il dono di un sensuale puer, capace di renderlo un poeta epico, come mostra l’analogia con VIII 55(56), nel quale il dono di Alessi da parte di Mecenate ispira immediatamente a Virgilio l’Eneide. È verosimile che la richiesta sia orientata verso Cesto, minister del
patrono, già protagonista in VIII 46 e 50(51). Vengono poi discussi alcuni luoghi del
testo e forniti elementi a sostegno delle lezioni della seconda famiglia, generalmente
scartate dagli editori (vv. 1 Instani; 3 animumque; 5 lasciva).