In uno scenario internazionale caratterizzato dalla crisi dell’egemonia statunitense e dal rafforzamento dell’influenza di Pechino, la pandemia da COVID-19 ha introdotto degli elementi apparentemente in controtendenza. Nel corso degli anni 2000 la Cina ha svolto il proprio ruolo strategico in Asia come partner-chiave in accordi commerciali basati sull’acquisizione di infrastrutture fisiche e digitali e nella costruzione di grandi impianti di comunicazione dall’Asia centrale all’Indo-Pacifico. Pechino ha inoltre fornito un sostegno finanziario a paesi le cui economie presentavano un alto livello di indebitamento estero. La cooperazione cinese ha costituito un’alternativa ai programmi di sviluppo internazionale – quali quelli finanziati dal FMI o dall’UE – che vincolano i programmi all’introduzione di riforme economiche e al rispetto dei diritti umani. Al contrario Pechino ha spesso garantito un sostegno finanziario con poche condizioni, applicando un approccio fondato sulla non ingerenza negli affari interni.