La tesi sviluppa una metodologia di analisi idraulico-marittima basata su modellazione numerica, finalizzata alla previsione e gestione degli eventi fluvio-marittimi estremi che si abbattono sulle aree costiere s. L’obiettivo consiste nel realizzare delle analisi predittive a supporto della risposta e gestione dell'emergenza e alla redazione dei Piani di Gestione del Rischio di Alluvione.
La ricerca analizza i principali approcci di modellazione idrodinamica 2D alle acque basse, con particolare attenzione alla rappresentazione delle aree urbane. Sono stati confrontati due approcci principali: i modelli con scabrezza equivalente, che sintetizzano le perdite di carico dovute a edifici e infrastrutture tramite un coefficiente di Manning, e i modelli porosi, che trattano l’ambiente urbano come un mezzo poroso.
Il modello numerico più adatto al scopo della ricerca è stato accoppiato con un modello spettrale SWAN per includere gli effetti del moto ondoso, realizzando così un modello fluvio-marittimo integrato capace di simulare fenomeni complessi di interazione tra correnti, maree e onde.
La metodologia è stata applicata al caso studio del comune di Lignano Sabbiadoro, area costiera friulana caratterizzata dalla compresenza di fiume, laguna e mare aperto. Sono stati ricostruiti dodici scenari di evento, combinando condizioni meteomarine di Bora-Levante e Scirocco con diversi tempi di ritorno (fino a 300 anni). I risultati mostrano che gli eventi di Scirocco generano allagamenti più estesi e tiranti superiori, evidenziando i limiti delle difese idraulico-marittime in condizioni di pericolosità medio-alta.
La tesi propone quindi una procedura operativa predittiva applicabile a diverse aree costiere, utile per la produzione di mappe di pericolosità, la pianificazione di opere di difesa e la gestione delle fasi di risposta all’emergenza.