Il presente articolo analizza la monetazione del re indo-partico Gondophares e le sue connessioni con il ciclo dei Magi. Verso la metà dell’Ottocento, furono pubblicate le prime monete a nome di Gondophares, allora si credette entusiasticamente che tale evidenza numismatica potesse corroborare la verità storica del racconto degli Atti di Tomaso. In verità, possiamo constatare che l’estensore degli Atti, doveva essere al corrente del fatto che in India fosse storicamente esistito, nel primo secolo dell’era cristiana, un prestigioso sovrano con tale nome; questo divenne persino un epiteto dinastico portato da altri re della dinastia indo-partica, la cui successione, però, è deducibile solo da fonti numismatiche. Anche l’iscrizione indiana di Taxt-i Bāhī, in Pakistan, attesta l’esistenza di un re Guduvhara nel suo ventiseiesimo anno di regno, quindi in base al calcolo dell’era locale utilizzata, si evince che Gondophares avrebbe regnato su questa porzione dell’India (almeno) fra il 20 e il 46 d.C. Tale arco cronologico corrisponde al periodo della predicazione orientale di Tomaso, ed è in linea con i dati numismatici. In base alle fonti monetali, infatti, Gondophares risulta essere il fondatore della dinastia indo-partica, nella prima metà del I sec. d.C.