Benché gli architetti usino continuamente dispositivi lineari per pensare e raccontare il loro lavoro, l’azione dinamica dei vettori che innervano l’architettura nella sua realtà materiale si rivela paradossalmente problematica.
In spite of the constant use architects make of linear devices to think of and talk about their work, the dynamic action of the vectors that innervate architecture in its material reality proves paradoxically problematic.