L’autore descrive come una categoria di persone sia costretta a viaggiare con lentezza. Si tratta dei diversamente abili, coloro che per difficoltà oggettive hanno tempi e ritmi propri, ma non per questo trovano minori soddisfazioni nel muoversi per conoscere il territorio. È una categoria di persone che non differisce sostanzialmente dagli altri viaggiatori in termini di bisogni e di aspettative. Anche i comportamenti sono simili a quelli dei viaggiatori cosiddetti “normali”, ma sono costretti a un viaggiare lento per la difficoltà negli spostamenti, per la scarsa disponibilità degli operatori a proporre destinazioni che ritengono inadatte, favorendo, invece, le mete considerate conosciute e sicure. È un mercato potenziale enorme, se si pensa che, in Europa, una persona su dieci è disabile. Ma rimane sempre la difficoltà a riconoscere al turista con esigenze speciali, lo status di cliente che ha il diritto, nei limiti della propria disabilità di ottenere un servizio di qualità.