Una lettera di Collotti ad Ugo Spirito, in data 15 febbraio 1948, inviata su
carta intestata dell'Istituto di scienze politiche dell'Università di Trieste, e conservata
nell'archivio della Fondazione Ugo Spirito, rievoca l'episodio e presenta il testo dattiloscritto
del discorso. Fra gli ascoltatori c'era anche il suo assistente alla cattedra, un
giovane laureato in filosofia a Pisa, ex allievo della Scuola Normale Superiore come
lo era lo stesso Collotti, il quale lo aveva chiamato a collaborare con lui nell'attività
accademica. La famiglia del giovane risiedeva a Capodistria, dove il padre era preside
del liceo "Carlo Cambi"; si era così potuto stabilire un sodalizio amicale, che divenne
un rapporto di discepolato, benevolo ed affettuoso da parte di Colloni, devoto e
grato da parte del suo assistente. Quel giovane di ieri è l'uomo di oggi che scrive le
presenti note, e che può dunque testimoniare della profonda umanità e dell'alto magistero
che contrassegnarono la figura di Francesco Collotti educatore.