Il saggio mette a fuoco come Berlino, ridivenuta capitale della Germania unificata nel 1991, rifletta i suoi rapporti con la storia recente attraverso un ossimorico processo, che incarna la volontà politica di dimenticare, da un lato, il periodo comunista con la cancellazione materiale delle testimonianze urbano-urbanistiche della guerra fredda e, dall'altro, di non far dimenticare il passato nazista attraverso la conservazione delle strutture dell'epoca e nuove edificazioni dedicate, soprattutto a fini espositivi e museali.