La violenza nella e della politica è il filo conduttore di una riflessione che, nella prima parte di questo volume (cap. 1 e 2 a cura di Giuseppe Liani), esamina la lotta per la conquista, la conservazione e la trasmissione del potere. Un percorso complesso che già Niccolò Machiavelli, William Shakespeare e il cardinale Mazzarino conobbero e analizzarono al punto da descriverne meccanismi e strumenti. Il Principe, Riccardo III e il Breviario dei politici si potrebbero quindi definire, in una sintesi estrema, come la teoria, la finzione e la prassi della violenza nella lotta politica.
Nella seconda parte del volume (cap. 3 e 4 redatti da Gian Luigi Cecchini), si affronta il problema della violenza della politica con specifico riguardo allo scenario internazionale. Il punto di partenza è, in primis, la differenza tra forza e violenza: mentre la forza è costruttrice, almeno nelle intenzioni di chi vi fa ricorso (si pensi al ruolo del genitore o del docente, che può anche prevedere il ricorso all’uso della forza psicologica, morale, punitiva) la violenza è sempre distruttrice, anche se a questa fase subentra poi quella costruttrice, attivando così inevitabili interessi di parte, ad esempio in contesti bellici.