Poggiando sull'analisi di traduzioni dal russo di testi di diversi generi (musicali, multimediali, letterari – in poesia, teatrali, in prosa), con riferimento a un'ampia panoramica di studi teorici (russi e non), il testo è un tentativo di tipologizzazione: dei diversi modi di tradurre il silenzio da (in) una lingua straniera; dei diversi errori che un mancato ascolto del silenzio implica nella resa in traduzione. Un tentativo di mostrare come troppo spesso l’“ego del traduttore” (Čukovskij ) violenti il silenzio del testo originale, e come per contro una corretta disposizione del silenzio altrui sostenga una corretta disposizione delle altrui parole. Prodromi per una classificazione in fieri, che si offrono a una problematizzazione condivisa utile anche a scopo didattico. Il testo si chiude con la traduzione inedita di una poesia di autore russo contemporaneo. Sul silenzio, naturalmente.