Nell'articolo si analizza la cosiddetta "teoria della frontiera", di F. J. Turner, alla luce degli studi più recenti. Dal confronto tra i concetti richiamati, si giunge ad identificare nella metafora turneriana una sorta di "regione mobile", intesa quale culmine della visione processuale delle trasformazioni territoriali conseguenti alla colonizzazione operata su amplissime superfici.