Quando si insegna da almeno dieci anni, ci sono due cose che un insegnante ricorda bene: la prima è quando gli è capitato di dire qualche “strafalcione”, la seconda è quando vede la luce negli occhi degli studenti mentre stanno facendo l’attività didattica.
Mentre la prima sostanzialmente è irrilevante nel processo di apprendimento - perché salvo casi veramente eccezionali, è molto difficile che uno studente si accorga che il suo insegnante ha appena detto qualcosa di cui non è molto sicuro, o si stia arrampicando sugli specchi per spiegare qualcosa, o non si ricorda bene come portare avanti il discorso perché magari gli è stata fatta una domanda a cui, sinceramente, non si era mai accidentato - la seconda, invece, è decisamente fondamentale perché è il sintomo esteriore di quanto più bello sta accadendo a livello cognitivo nella mente dello studente.