Il saggio, pubblicato nel catalogo della mostra che si tenne a Belluno (30 ott. 2004-22 febb. 2005), affronta i problemi legati alla committenza e alla conservazione dei numerosi manufatti di scuola tedesca presenti nelle alte valli del bellunese, cercando di evidenziare le motivazioni che spinsero cittadini di lingua e cultura italiana a commissionare ad artisti oltralpini molte delle opere d’arte che si trovano nelle chiese di questo territorio. Viene quindi esaminata, attraverso i documenti d’ archivio, la conservazione e la dispersione di tali manufatti nel corso dei secoli evidenziando il costante apprezzamento da parte della popolazione locale verso queste opere. Fino all’inizio del Novecento infatti le popolazioni residenti sui due versanti dell’arco alpino condivisero analoghe tradizioni culturali e religiose che neppure la violenta propaganda antitedesca precedente la prima guerra mondiale riuscì a cancellare. Ben più rilevanti furono invece i danni causati dal commercio delle opere d’arte, particolarmente fiorente nella seconda metà dell’Ottocento.