Con la Direttiva 2010/64/UE si è compiuto un passo fondamentale in fatto di diritto all’assistenza linguistica nei procedimenti penali. La finalità del diritto all’interpretazione e alla traduzione è rappresentata dalla garanzia dell’effettività dei diritti difensivi degli imputati alloglotti e dalla tutela dell’equità del procedimento. Il recepimento della direttiva da parte dell’Italia avrebbe dovuto porre rimedio alle storture che caratterizzano la prassi dell’assistenza linguistica, comprovate, tra l’altro, dall’indagine conoscitiva condotta presso il Tribunale di Trieste.