Esistono architetture che non invecchiano? Perché a distanza di anni il lavoro di Costantino Dardi, seppure in gran parte rimasto alla dimensione del disegno e solo parzialmente realizzato appare ancora così visivamente seducente, ricco di significati e di energia creativa?
Si tratta di una fascinazione verso un pensiero dell’architettura prossimo ma ormai trascorso, di un semplice linguaggio visivo a distanza di anni ancora originale e fresco, o sono riconoscibili nel lavoro di Dardi dei valori che travalicano la sua stagione per avere ancora oggi un valore di attualità e utilizzo operativo diretto?
Per rispondere a queste domande è necessario prima di tutto sorvolare gli ambiti dell’iconologia e della semantica1 per definire quali sono gli elementi da prendere in esame per valutare il significato e il valore dell’opera architettonica, per poi passare a esaminare nel dettaglio l'idea di architettura così come Dardi la intende e la comunica attraverso la sua articolazione teorica e analitica.