La tesi che difendo nell'articolo, riproponendo un argomento kantiano riletto da Vattimo e Lyotard, è la
seguente: l’esperienza estetica e la sociabilità (come condizione della comunicazione) sono sempre costituivamente (per se) connesse;
in questo quadro, il ruolo specifico dell’improvvisazione è quello di esibire questa connessione all’opera, in fieri, cioè
mentre va sviluppandosi nel momento concreto dell’esercizio pubblico della creatività.