L'autore discute l'interessante presenza, presso il Museo Rudaki, di un solido bizantino rinvenuto nella necropoli di Pendzikent, un importante centro sogdiano lungo la Via della Seta (V-VIII sec.). Sostiene che non si tratterebbe di una imitazione ma di un conio autentico romano, che è stato "tosato" in antico, per poi essere utilizzato come oggetto di prestigio in un contesto tombale.