Una vocazione poetica assoluta, quella di Pierluigi Cappello, poeta in friulano e in italiano, nato a Gemona del Friuli nel 1967, ma originario di Chiusaforte, nel Canal del Ferro. Una vocazione vissuta in «assetto di volo», nella tensione, nella ricerca, nel desiderio di un oltre, di qualcosa che sta al di fuori, al di là dei confini. E proprio a partire da "Assetto di volo", il volume in cui è raccolto il percorso letterario compiuto da Cappello, si indagano gli snodi di una scrittura poetica aperta all’italiano (come in Dittico, la raccolta onorata con il Premio Montale 2004) e segnata da un bilinguismo sentito come «lacerante»: eppure tra friulano e italiano non si dà frattura ma continuità, non antagonismo ma una sorta di complementarietà e confronto che riflettono una più profonda e ardita indagine sulla lingua poetica e sulla possibilità della poesia stessa, perché «le parole non vedono mai abbastanza».