Lavorare con le diverse eredità spaziali di fasi economiche e sociali concluse, sollecita da tempo la disciplina urbanistica ad affrontare la revisione e l’adattamento dei propri paradigmi e strumenti e, in particolare, a rivedere scale e sistemi di valori attribuiti a luoghi entro i quali soggetti diversi concorrono quotidianamente a ridisegnare geografie mutevoli di spazi e relazioni. Porre una rinnovata attenzione alla nozione di patrimonio, accogliendo criticamente anche i significati più recenti che le sono stati attribuiti (Choay 2009; Andriani 2010; Di Biagi 2013), può contribuire a meglio delineare il quadro delle condizioni con cui percorsi di trasformazione urbana oggi si confrontano e a costruire il progetto attraverso scelte condivise, orientate a dare risposte alle emergenti domande sociali. Intento del testo è proporre alcune questioni per una riflessione che metta in relazione valore e significato del patrimonio, processi di riuso e rigenerazione urbana, ruolo del progetto. La prima questione rimanda alla necessità di una rilettura e risignificazione dell’insieme di materiali e spazi ereditati dal ‘900 che compongono ampie parti di città e territori contemporanei; la seconda rimarca l’esigenza di rivedere gli strumenti attraverso cui leggiamo e interveniamo nella città del secolo scorso per adattarla a nuove domande di abitare e di qualità urbana; infine, la terza questione attiene più strettamente alle forme e alle scale del progetto urbanistico, stretto tra conoscenza, attribuzione di valori e costruzione di visioni al futuro condivise.