Se tutto diventa spazio dello shopping – musei, aeroporti, stazioni ferroviarie – in che cosa si trasforma il punto vendita? In un luogo che risponde a dinamiche post-commerciali, un meta-negozio nel quale non si vende, ma si compra: un incrocio di strade e di percorsi, destinato ad ospitare eventi, spettacoli, manifestazioni. Ma soprattutto: un incipit narrativo, un albero con tanti rami, ai quali “appendere” racconti, ricordi di viaggio, emozioni e desideri.
Da point of permanence a point of meeting, il negozio diventa “snodo” e punto di scambio, hub dal quale partire, per accedere a nuove esperienze di co-generazione del valore: spazio di convivialità e di relazione, ma anche luogo di conoscenza e di ricerca, osservatorio privilegiato per cogliere in presa diretta l’evoluzione dei consumatori e del mercato. Sempre meno contenitore completo e autocentrato, sempre più progetto aperto, dai confini mobili e cangianti.