Tanto i medici quanto gli epistemologi riconoscono senza esitazioni che alle ipotesi
diagnostiche è tipicamente associato un maggiore o minore grado di incertezza. Fra gli
aspetti che determinano la delicatezza e l’interesse del ragionamento diagnostico, questo
è a buon diritto considerato uno dei più importanti. Il presente contributo è però
incentrato su una diversa e ulteriore forma di incertezza che, pur essendo tutt’altro che
marginale, non ha ricevuto altrettanta considerazione, vale a dire l’incertezza relativa alla
stessa evidenza clinica. Più in particolare, intendiamo mostrare in che modo l’evidenza
clinica incerta possa venire utilizzata nella valutazione della probabilità delle ipotesi
diagnostiche sulla base di alcuni sviluppi ed estensioni dell’approccio bayesiano
«classico» alla pratica clinica.