Al v. 6 delle Georgiche Virgilio, secondo lo scolio Danielino, avrebbe scritto numina e lo avrebbe poi corretto in lumina per evitare la ripetizione di numina al v. 10. Molti studiosi dubitano di questa variante d’autore, pensando invece a un errore meccanico. Molto diffusa è però, in Servio e nell’esegesi antica, ma anche in Macrobio, un’interpretazione dotta che identifica i lumina con Libero e Cerere, nominati al v. 7. L’analisi dettagliata del proemio e il confronto con A.L. 464 Shackleton Bailey raccomanda di intendere lumina come Sole e Luna.