La contaminazione tra strumenti ermeneutici propri della geografia e della letteratura, alla base di una “svolta spaziale” − un cartographical turn − in atto nelle discipline umanistiche, consente di analizzare la realtà da una prospettiva diversa, rinnovando l’approccio epistemologico ai testi letterari. Si tratta di un’analisi particolarmente feconda per la letteratura migrante il cui legame con lo spazio è insito nell’aggettivo che la definisce esprimendo il nomadismo e l’erranza, la mobilità e l’idea di attraversamento delle frontiere, caratteristiche delle opere di questa corrente.