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Trieste e il caso Ibsen

Paolo Quazzolo
2020
  • book

Abstract
Il teatro di Ibsen giunse in Italia nel 1889, quando Emilia Aliprandi propose a Torino Una casa di bambola. Fu tuttavia Eleonora Duse, due anni più tardi, ad attirare le attenzioni sull’autore norvegese, proponendo a Milano una nuova versione del celebre dramma, suscitando le perplessità del pubblico e gli imbarazzi della critica, che a lungo non seppero come rapportarsi al drammaturgo. Non così nei territori giuliani dove, a un primo smarrimento della platea, si contrappose l’acutezza degli intellettuali. Figli di una cultura mitteleuropea, essi conobbero Ibsen nelle affidabili traduzioni tedesche, riuscendone a interpretare efficacemente i pensieri. Gli interventi critici di Silvio Benco e Carlo Michelstaedter, le monografie di Alberto Boccardi, Scipio Slataper o Federico Sternberg aprirono la strada, in Italia, a una prima comprensione del teatro ibseniano.
Archivio
http://hdl.handle.net/11368/2972671
https://www.marsilioeditori.it/libri/scheda-libro/2970733/trieste-e-il-caso-ibsen
Diritti
closed access
license:copyright editore
FVG url
https://arts.units.it/request-item?handle=11368/2972671
Soggetti
  • Ibsen

  • Teatro

  • Drammaturgia

  • Trieste

Visualizzazioni
10
Data di acquisizione
Apr 19, 2024
Vedi dettagli
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