L'Autore illustra la sentenza 13 novembre 2012 della Corte europea dei diritti dell'uomo (sez. I), in cui i giudici di Strasbrugo sembrano estendere al perito, nel processo penale, quel requisito di "imparzialità oggettiva", che finora era stato postulato in capo a chi esercita la funzione giurisdizionale.