Il saggio intende esporre delle ipotesi organizzative e strutturali concrete per riaffermare la Legalità, soprattutto in campo economico, asse fondamentale per il corretto funzionamento di uno Stato di diritto. Preliminarmente viene posto in risalto che per un’efficace e completa realizzazione della progettualità proposta, si rende necessario e improcrastinabile procedere a una pervasiva e capillare diffusione della cultura della Legalità Economica, quale conditio sine qua non per il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi di cui sopra, in particolare per arginare il nefasto fenomeno della corruzione, purtroppo gravemente radicato in Somalia. Per applicare, nel concreto, la Legalità Economica viene proposta una serie di precisi e mirati interventi statali, diretti a istituire specifici organismi e enti operanti sia nel settore della giustizia, soprattutto nella magistratura, che in quello economico-finanziario. Nello specifico, per la realizzazione di quanto così indicato risulta comunque indispensabile predi¬sporre accordi di cooperazione o collaborazione con Stati della U.E., possibilmente con quelli maggiormente attivi nella lotta alle mafie, in primis l’Italia, al fine di acquisire le necessarie competenze tecnico-giuridiche per porre in essere mirate indagini finanziarie per prevenire e contrastare il crimine economico, qui inteso come Corruzione, Riciclaggio e Finanziamento al terrorismo, che attualmente concorre a minare fortemente le fondamenta dello stato somalo. In conclusione, mediante “inferenze d’intelligence”, un procedimento epistemologico di tipo abduttivo (Sidoti 2002), viene rilevato che la realizzazione delle prospettive organizzative, così descritte, sarebbe fortemente soggetta a condizionamenti politici ed economici esterni, posti in essere da una potenza straniera asiatica, che possono costituire, tra l’altro, fattori criminogeni per la Somalia.