Opzioni
Analisi del Nodo di Connessione tra Pilastri PTC e Travi NPS nel Sistema Costruttivo NPS
2015-03-10
Abstract
Negli ultimi decenni la prefabbricazione industrializzata permette di costruire edifici in
tempi molto rapidi senza la necessità di prevedere casserature provvisionali per contenere i
getti in opera. Questa tecnica di costruzione segue principalmente due filosofie: la prima
valida soprattutto per elementi prefabbricati ad uso industriale, considera la struttura
finale come un meccanico incastro di singoli elementi posati a secco, la seconda invece
parte dall’idea che travi e pilastri possano essere elementi da riempire direttamente in
opera con getti che, una volta maturati, rendano l’intera struttura iperstatica. I vantaggi
di un tale sistema di lavoro sono numerosi, come ad esempio la velocità di cantiere, la
ridotta incidenza della manodopera, minori oneri di sicurezza. Anche se, d’altra parte,
alcuni accorgimenti rendono tale procedura costruttiva più impegnativa soprattutto per
chi non è direttamente in cantiere e deve pertanto essere svolta da professionisti specializzati
nella prefabbricazione. In entrambi i sistemi esiste un forte enginering di base e
una minor specializzazione di cantiere, comportando un elevato rigore e semplificazione in
fase progettuale, che non deve scontrarsi con il livello tecnico delle squadre di montaggio
di cantiere. Le strutture che, in linea di massima, occupano il mercato del prefabbricato
impiegano pilastri, travi e solai parzialmente prefabbricati, talvolta in calcestruzzo e talvolta
in acciaio. Molte strutture però sono realizzate con combinazioni di questi elementi
ed in particolare nella tecnologia NPS R
realizzata da Tecnostrutture, le combinazioni si
basano su pilastri prefabbricati in calcestruzzo, in acciaio da riempire di calcestruzzo in
opera e da travi reticolari con fondelli di vario tipo che fungono da cassero e da appoggio
per i solai in fase di getto dell’impalcato.
L’impiego di un processo di produzione a monte del getto in opera permette però di
utilizzare materiali di maggiore qualità e soprattutto di maggiore prestazione. Per quanto
riguarda l’acciaio, la maggior prestazione si può valutare nel processo di assemblaggio
che, essendo fabbricato prima del montaggio in cantiere, permette di sfruttare al meglio
la possibilità di realizzare in comodità e con precisione elementi strutturalmente ottimali
e ottimizzati a seconda delle caratteristiche finali necessarie. Per quanto riguarda il calcestruzzo
invece, i vantaggi derivano essenzialmente dalla migliore qualità della miscela che
viene maturata con rispetto dei tempi necessari e con gli additivi utili al raggiungimento
di particolari prestazioni. In questo modo, vista la ridotta quantità di attività di cantiere
rispetto all’intero processo costruttivo, è possibile ridurre gli errori esecutivi, lavorando su
una prefabbricazione che lasci al cantiere il solo compito della posa e degli ultimi dettagli
prima del getto finale di solidarizzazione, aumentando così i margini di sicurezza e di
prestazione delle strutture.
Punto cruciale della prefabbricazione sono però, non tanto gli elementi singoli, quanto
le connessioni tra questi ed in particolare i nodi tra travi e pilastri. Infatti non solo
questi sono un elemento critico per le Normative, ma sono anche un elemento critico per il cantiere, perchè sono i luoghi dove è più importante l’intervento delle squadre degli
operai. Mentre infatti, i difetti nella realizzazione o nella posa di pilastri o travi sono
generalmente facilmente individuabili e controllabili con interventi non molto invasivi, nei
nodi gli errori comportano una crisi non solo del nodo stesso ma anche dell’intera struttura
ad essi più prossima e un intervento di recupero può essere veramente importante. Quindi
il sistema costruttivo diventa vincente quando gli elementi sono semplici, performanti e
tra loro facilmente assemblabili anche e soprattutto al variare delle tipologie dei prodotti
impiegati.
Il lavoro di ricerca svolto è quindi rivolto principalmente all’analisi di nodi travepilastro
della tecnologia NPS R
realizzati con una tecnologia particolare, che prevede
l’impiego di pilastri prefabbricati chiamati PTC R
realizzati con calcestruzzo ad alte prestazioni
e delle travi autoportanti in struttura mista NPS R
Basic o CLS prodotti dalla
ditta Tecnostrutture srl. Si vuole capire se tale schema strutturale è impiegabile per edifici
di edilizia tradizionale, valutando la risposta della connessione in rapporto a quella
di nodi in calcestruzzo armato. L’analisi è partita da un’indagine su alcuni test già effettuati
da Tecnostrutture srl su connessioni trave-pilastro predisposte per indagarne il
comportamento isteretico sotto carico ciclico. Tali test, non avendo condotto ai risultati
aspettati, sono stati quindi lo stimolo per fondare il dottorato nell’effettuare un’analisi
più approfondita del problema. La ricerca quindi è proseguita andando a indagare sulle
caratteristiche dei pilastri PTC R
(che sono pilastri realizzati con calcestruzzi ad elevate
prestazioni) per capire come questi influenzano la risposta di un edificio in confronto ad
altre strutture similari, per poi concentrarsi nell’analisi del pannello nodale e valutarne
l’efficacia. Al termine di queste valutazioni si è effettuato un confronto lineare e non lineare
tra edifici identici realizzati con tecnologie differenti, al fine di valutare la possibilità
di impiego della tecnologia studiata.
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