Guerre e conflitti alterano il paesaggio generando un “patrimonio bellico” (Bassanelli, Postiglione, 2012, p. 1), di interesse interdisciplinare. Si tratta di un patrimonio problematico, a volte, rischioso ai fini della conservazione, là dove si compone di elementi tangibili (trincee, bunker, rovine, macerie, ordigni inesplosi), e complesso ai fini della divulgazione e valorizzazione di tutto il lascito intangibile (ricordi, racconti, memorie). Il che giustifica le definizioni che nel tempo hanno identificato questi ‘reperti’, sia fisici, sia immateriali, come “difficili” (Logan, Reeves, 2008; Macdonald, 2009) o “patrimonio dissonante” (Tunbridge, Ashworth, 1996) e le località in cui si collocano o sono stati generati quali luoghi di “turismo oscuro” (Lennon, Foley, 2000.) Il contributo, pertanto, si pone l’obiettivo di individuare le strategie, i metodi e anche le tecniche digitali utili ad approcciarsi a questo tipo di patrimonio complesso con il fine ultimo di riappropriarsi dei luoghi resi insicuri dall’eredità bellica e di riscoprire storie e memorie dei paesaggi di guerra. La metodologia impiegata ha previsto la redazione e l’interpretazione di mappe GIS del rischio di rinvenimento di Unexploded Ordnance (UXO) e la creazione di percorsi ludicizzati per la divulgazione informativa del patrimonio culturale bombardato durante la Seconda guerra mondiale nel comune di Viterbo, provincia interna della regione Lazio.