Si propone una riflessione sulle possibilità di intervenire nella trasformazione fisica e culturale della città attraverso sperimentazioni progettuali condotte in università partendo da un’esperienza in atto: la progettazione dell’ex-ospedale psichiatrico di Gorizia condotta dal Dip. Ingegneria e Architettura di Trieste nell’ambito di un partenariato tra istituzioni universitarie, imprese sociali, enti proprietari del parco.Il progetto risponde alle domande della comunità ma ne pone all’architettura stessa (e a chi oltre che progettare insegna): come, nella fase post-critica di un’architettura che spesso insegue il mainstream, si può dare forma, rappresentare e forse imparare da una battaglia del pensiero critico nata dalla psichiatria ma che mette in guardia verso tutti i poteri normalizzanti, l’oggettivazione delle soggettività, la riduzione all’a-problematicità?