La drammaticità degli eventi internazionali concernenti la tutela dei diritti fondamentali dell’individuo, e in tale contesto, anche la tutela del diritto alla salute delle donne migranti stimola alcune riflessioni sulla possibile tutela di tale diritto in ambito giuridico interno ed internazionale. Rileva in tale contesto la duplicità della salute come bene pubblico, da un lato, sia nel quadro dell’ordinamento interno che in quello internazionale, e, dall’altro, come diritto individuale, in rapporto e potenzialmente in conflitto con altre discipline, come ad esempio la libertà di circolazione o la libertà di commercio e di investimenti. Il quadro normativo è alquanto frammentato anche perché sin dall’emergere della necessità di tutelare il diritto alla salute, è apparsa evidente la complessità dell’interazione pubblicistica con la natura di diritto individuale; se è chiaro che le esigenze sottese alla dimensione collettiva possono anche comprimere aspettative individuali rimane la prevalenza del connotato pubblicistico, in base al quale lo Stato risulta l’ambiente naturale entro il quale beneficiare del diritto alla salute.