La caduta della cortina di ferro ha lasciato in eredità alle comunità del Friuli Venezia Giulia centinaia di siti militari abbandonati. Un patrimonio ingombrante, estremamente vasto, sia nei termini di una ramificata rete che costituisce una geografia parallela alla scala regionale, sia nei termini di singoli, grandi complessi alla scala locale. Questa abbondanza di spazi e di possibilità ha provocato nei fatti una pericolosa paralisi. Le piccole realtà amministrative non dispongono infatti di risorse per intervenire fisicamente in questi luoghi, ma sopratutto non hanno gli strumenti per re-immaginare qualcosa che è più grande di loro.