La zootecnia da latte ha un imprescindibile ruolo economico, sociale e ambientale in territorio montano. Tuttavia le aziende zootecniche estensive di montagna, a causa di numerosi e diversi vincoli, appaiono poco sostenibili dal punto di vista ambientale qualora le emissioni totali di inquinanti vengano ripartite solo sulla quantità di latte prodotto. Numerose analisi effettuate utilizzando approcci Life Cycle Assessment (LCA) e il chilogrammo di latte come “unità funzionale” portano infatti a questo risultato evidentemente fuorviante. È infatti necessario considerare che queste aziende forniscono, oltre al co-prodotto carne, anche importanti servizi alla comunità - come ad esempio la tutela dell’agro-biodiversità, il mantenimento di prati e pascoli, la prevenzione da incendi o dal dissesto idrogeologico - ai quali sembra opportuno riconoscere un costo anche in termini di emissioni. Vengono presentati i risultati preliminari di un lavoro che ha come obiettivo una valutazione multicriteria, con metodo LCA, della sostenibilità ambientale di aziende alpine transumanti da latte, biologiche e convenzionali, utilizzando diverse unità funzionali e allocando le emissioni anche su carne e servizi.