Dietro lo schermo della giocosità e di una certa autoironia, Ennod. carm. II 67 = 188 V. è un complesso epigramma metaletterario, in cui il futuro vescovo di Pavia rappresenta se stesso intento a scrivere versi sullo sfondo della sua villa durante i lavori della vendemmia. Il commento puntuale e l’analisi degli elementi di natura ideologica mostrano che i cinque distici elegiaci sono un autoritratto di Ennodio in posa di poeta pagano, forse destinato a concludere una sua raccolta di poesia profana.