Stiamo assistendo ad un cambiamento delle modalità di vendita ed anche di consumo di alimenti: se la transazione non avviene in presenza, si utilizzano metodi di distribuzione-consegna appositi (quali il click&collect, o il drive-in), acquistano rilievo soluzioni e modelli di business più o meno semplici e compositi, tra questi alcuni prevedono abbonamenti o la partecipazione a liste della spesa preimpostate (solo per fare alcuni esempi). Ci sono e ci
sono stati effetti non sempre positivi rispetto allo spreco di cibo ed alle “impronte” generate rispetto al perseguimento degli obiettivi di sostenibilità, o nel marcare le disuguaglianze (nell’ambito della c.d. rivoluzione digitale e nel campo delle competenze digitali e delle tecnologie). Partendo dall'assunto " Sustainability first" enunciato dalla Presidente della Commissione europea, in un contesto giuridico “capace di reagire alle sfide”, si esamina il versante italiano. Non si lasciano da parte le questioni concernenti la prevenzione dei rifiuti, la shelf life del prodotto, il termine minimo di conservazione (TMC) e la data di scadenza.