All’origine dell’ambiguità, sia nella Gerusalemme che nel Paradise Lost, sta il demonio pagano o cattolico, ovvero il falso eroismo, il quale deve sedurre e sorprendere, affascinare e trascinare nell’errore. La poetica tassiana dell’ambiguità si trasforma, nel testo miltoniano, in poetica della degenerazione. Attraverso il parallelo tra Milton e Tasso, Giuliana Ferreccio ci mostra la dualità di Tancredi, generale della prima crociata contro i Turchi e Satana. I due condividono l’inclinazione a innamorarsi della propria immagine, ad amare un oggetto che non possono che distruggere, pensando alla propria esistenza come un eterno passato.