Opzioni
Choreographic Bodies. L’esperienza della Motion Bank nel progetto multidisciplinare di Forsythe
Letizia Gioia Monda
2016
Abstract
Questo libro è il risultato di un’esperienza di ricerca contestualizzata all’interno
della pratica coreografica contemporanea e presenta riflessioni inedite,
derivanti dal dialogo che l’autrice ha avuto con gli esperti coinvolti
nell’iniziativa Motion Bank, l’ultimo sofisticato progetto multidisciplinare del
coreografo William Forsythe e della Forsythe Company.
Adottando il punto di vista “panoramico” dell’evoluzionismo, l’indagine che
viene proposta mira a esaminare e spiegare i choreographic bodies,
ossia alcuni aspetti della body knowledge che il performer contemporaneo
esperisce attraverso le forme d’arte della danza e della coreografia.
Il filo rosso che lega la spiegazione del complesso oggetto di studio è il
concetto di score. Lo score è una tecnica, uno strumento digitale, un algoritmo
necessario per leggere la danza dell’essere umano, acquisire informazioni e far
evolvere la conoscenza contenuta nella pratica coreutica.
Il corpo del performer è il primo score a essere analizzato dall’autrice, che
mette in luce il cambiamento neurofisiologico del corpo durante la formazione
in una tecnica coreutica e poi nel training fisico. La prima parte del libro
affronta perciò temi inerenti la percezione e la propriocezione del performer
(il focusing; l’embodiment; il dis-focus; il balance e l’off-balance) e si conclude
con uno studio sul movimento sincronico tra performer e performer durante
una performance coreografica dal vivo basata su sistemi di improvvisazione.
La seconda parte illustra i metodi dei coreografi coinvolti nel progetto Motion
Bank – Forsythe, Hay, Burrows e Fargion – al fine di illustrare uno studio sui
principi-che-ritornano nel confronto fra le differenti poetiche coreografiche.
La terza e ultima parte riflette sul processo di digitalizzazione del pensiero
coreografico e documenta la creazione dei Motion Bank Digital Scores.
Il libro è arricchito dai testi introduttivi di Scott deLahunta e Luciano Mariti, e dalla traduzione in Italiano (a cura dell'autrice) del saggio di William Forsythe "Oggetti Coreografici".
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