L'idea è di far dialogare in uno stesso contesto due ambiti confinanti - il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia - che nel corso del Novecento non hanno percorso le stesse strade.
Lo strumento attraverso il quale si è deciso di costruire il dialogo tra questi due mondi è l’architettura. In particolar modo quella icastica, ossia quella che è in grado di documentare le ambizioni identitarie, politiche ed economiche delle diverse comunità nel corso del tempo.