Il titolo dell’Atelier allude a tre “dimensioni” della trasformazione, tanto complesse quanto articolate, che si collocano su livelli differenti:
- i modi d’intervento sugli spazi e sulle forme di organizzazione dei territori urbani e delle attività che in essi hanno luogo;
- la riscrittura dei modelli di città, degli stili di vita e delle condizioni di abitabilità;
- il ruolo che le logiche di natura economica giocano nella costruzione dei rapporti tra attori istituzionali e privati.
Da prospettive diverse, i contributi all’Atelier rileggono le relazioni tra questi livelli, proponendo una riflessione su due grandi famiglie di temi, strettamente interconnessi, che contribuiscono a indagare le ripercussioni dell’attuale crisi economica internazionale sulla produzione di politiche e progetti per la città contemporanea.
Il primo concerne le ragioni assunte al fine di giustificare azioni e opere pubbliche, con particolare riguardo alle argomentazioni che accompagnano la definizione di scenari di sviluppo e la sperimentazione di differenti opzioni procedurali con cui dare loro traduzione.
Il secondo attiene invece alle prospettive progettuali per la riqualificazione della città esistente che tali azioni e opere fanno intravvedere.
Sullo sfondo sta una riflessione, più generale e non sempre esplicita, sul senso del progetto urbanistico che, traguardato dal punto di vista dei rapporti tra economie e territorio, oggi fortemente oscilla tra posizioni limite neoliberaliste e neowelfariste.