Opzioni
Il ruolo di Aurelio Peccei nella formazione di una coscienza globale
Peccei, Roberto
2024
Abstract
L’autore sviluppa l’analisi in tre parti. La prima parte considera le persone che hanno avuto grande influenza all’interno del Club di Roma. Così percorre il pensiero, l’azione e gli ideali di Aurelio Peccei attraverso i suoi scritti e del mondo di studiosi accademici ma anche di eminenti personalità delle organizzazioni internazionali di tutto il mondo, che Aurelio Peccei riusciva a fare ruotare intorno e dentro alle sue istituzioni e alle sue idee. La seconda parte considera l’evoluzione del pensiero sulla coscienza globale attraverso gli scritti di Aurelio Peccei. Il suo percorso procede dall’analisi scientifica del mondo oltre il 2000, e poi si interessa, con il Club di Roma, a gestire l’educazione della gente di tutto il mondo per far sì che prenda coscienza che la crescita economica e della popolazione ha dei limiti, oltre i quali non vi è la capacità di sostenere tali crescite. Nel libro del 1976 su “La qualità umana” (2014: 242-256) Aurelio Peccei individua sei missioni per l’umanità volte a formare questa coscienza globale. La prima missione riguarda i limiti esterni della terra dati dalla presenza dell’uomo con il suo potere sulla Natura e il suo dominio esclusivo sulla Terra. La seconda missione riguarda i limiti interni dell’uomo che non conosciamo, e dunque cosa deve fare l’uomo in un mondo che muta continuamente. La terza missione riguarda l’eredità culturale, e la salvaguardia della sua identità culturale e a salvare fino alle lingue morenti e alle mini-culture. La quarta missione riguarda la comunità mondiale. Aurelio Peccei pensava che gli stati fossero un po’ alla base dei problemi, perché non permettono al mondo di pensare globalmente. La quinta missione riguarda l’habitat umano, poiché consiste sul come si deve organizzare la vita umana per 8 miliardi di abitanti del pianeta. Infine la sesta missione riguarda l’apparato produttivo mondiale per capire come stabilizzarlo. Infatti tale apparato produttivo rimane una delle aree più vulnerabili del mondo attuale, ed esso resta il più instabile. E quindi l’uomo moderno deve sforzarsi di studiare, e realizzare, un sistema per un futuro sostenibile. Infine la terza parte dell’articolo, in conclusione, l’autore ritorna al futuro, guardando a cosa abbiamo compreso del passato e a quali saranno le sfide per l’anno 2050. A oltre cinquant’anni dalla nascita del Club, la situazione del mondo non è migliorata, anzi è peggiorata. L’unico sviluppo veramente positivo che si è avuto è che attualmente la coscienza globale dei problemi è molto superiore del passato, conclude l’autore Roberto Peccei.