Fino a qualche decennio fa il termine “adulto” stava a indicare l’età dell’esperienza, della sicurezza, del compimento di un percorso personale e professionale caratterizzato da certezze, milestones e prestabiliti riti di passaggio (lavoro, casa, matrimonio, figlio/i...). In uno scenario postmoderno – quale quello attuale – l’accezione del termine sembra invece legarsi a concetti quali cambiamento, transizione, flessibilità, fragilità, vulnerabilità e disagio. Siamo di fronte a una decostruzione dell’immagine adulta come “compiuta”