Fu durante il Quattrocento, il secolo d’oro della diplomazia italiana, che si codificò gradualmente il
ruolo degli ambasciatori residenti. Costoro, inviati delle potenze italiane, avevano il delicato compito
di fare da tramite ai loro signori nel governo delle complesse relazioni diplomatiche tra gli stati.
L’obiettivo di questo lavoro è quello di raccontare, a partire dallo studio delle missive che gli oratori
stessi inviarono ai loro signori nel corso delle loro missioni, la prassi e le consuetudini previste che
regolavano il loro arrivo e la loro accoglienza presso la potenza ospite. Le tre ambasciate che sono
state scelte, quella di Francesco Maletta e Zaccaria Barbaro a Napoli e quella di Leonardo Botta a
Venezia, offrono la possibilità di conoscere e scoprire con gli occhi di un oratore quattrocentesco una
parte fondamentale della pratica diplomatica italiana di fine Medioevo.