In questi anni il lavoro ha subito un profondo e repentino mutamento. Infatti, se tale mutamento ha radici negli anni Ottanta, lo scoppio della crisi economica globale può essere assunto come spartiacque nella sua storia. Nel settembre 2008 il sistema capitalista “fordista”, che aveva dominato il Novecento, improvvisamente svelò, a chi era disposto a cogliere i significati di quell’evento e aveva gli strumenti per farlo, le trasformazioni che ne stavano cambiando le strutture profonde al punto da far sospettare la sua fine e l’avvento di un nuovo sistema economico, comandato da nuovi meccanismi. Con esso, anche il lavoro che ne era stato protagonista, ha cambiato modi e forma, assieme alle relazioni, condizioni e cultura che lo avevano caratterizzato per decenni e con i diritti che aveva conquistato. Il lavoro si trova così a un tratto “senza rete”. Questo nuovo, pericoloso modo di essere si manifesta, quindi, con la crisi e nella crisi. Partire da questa ci consente di fare ipotesi sui nuovi modi del lavoro