Tre loci proemiali del De reditu suo di Rutilio Namaziano ricchi di memoria poetica (I 4 sine fine; 7 generosa propago; 29 saeva incendia) offrono chiavi utili per interpretare l’ideologia del poemetto. Rutilio non è il ‘nuovo Enea’ e non è nemmeno il ‘nuovo Titiro’: il suo viaggio lascia la bellezza della ‘divina’ Roma e l’accogliente consorteria dei suoi proceres per regredire in un paesaggio culturale che si affaccia ormai sulle soglie del medioevo.