La Corte costituzionale, nella sentenza n. 223 del 2015, pur dichiarando inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 649 c.p., che prevede la non punibilità ovvero la punibilità a querela, a seconda dei casi, dei delitti contro il patrimonio commessi a danno dei congiunti, ha esplicitamente ammesso l’anacronismo della disposizione penale, sollecitando con forza un intervento legislativo di riforma e di aggiornamento. Nel saggio si delinea la ratio, oramai superata, della disposizione, mettendola a confronto con altre norme penali che disciplinano istituti similari, sia pur nell’ambito dei delitti contro l’amministrazione della giustizia, alla luce delle decisioni della Consulta, ma di diverso segno.