Il presente articolo analizza la figura del dotto monaco Camaldolese Enrico Sanclemente (1732-1815), particolarmente in rapporto alla formazione, nella seconda metà del Settecento, della ricca collezione di monete del monastero di Classe. Destano interesse le vicende legate all’acquisto di una moneta romana con il ritratto di Cicerone, che divenne il vanto della raccolta Classense, prima che questa passasse, alla fine dell’Ottocento, al Museo Nazionale di Ravenna. Il bronzo provinciale di Cicerone ha sempre suscitato un ampio e acceso dibattito, non solo fra i numismatici, a partire da Eckhel, ma anche fra gli storici dell’arte antica, che si sono interrogati se il ritratto monetale sia effettivamente quello dell’oratore Cicerone oppure quello del suo omonimo figlio.