I versi di Davide Maria Montagna (osm, 1937-2000), riuniti per la prima volta integralmente nel presente volume, che ne fa emergere in piena luce il valore letterario, spiccano nel panorama della poesia d’ispirazione religiosa per il loro sapore di mistica del quotidiano, di riscoperta dello stupore dell’esistenza, in particolare nel campo degli affetti, superando il divorzio tra spirituale e corporeo che ha impoverito tanta poesia cristiana.
Un diario interiore in cui non si trovano asprezze, toni veementi da profeta, lotte con l’angelo o scontri con la storia, come nel più celebre confratello David Maria Turoldo; ciò che predomina in Montagna è un atteggiamento contemplativo, che trova espressione perlopiù nella misura del frammento lirico, forma breve o brevissima di versicoli e parole-verso, che risente della grande lezione ungarettiana, la più adeguata a tradurre il lampeggiare di un’intuizione, il valore di rivelazione dell’istante e dell’incontro.