Quale fu la ricezione della letteratura slovena presso gli scrittori triestini italiani al tramonto del XIX e all’alba del XX secolo? Come inscrivono la contigua parola d’arte sulle proprie pagine e nel proprio orizzonte intellettuale le più note penne italiane di Trieste, in un arco autoriale che spazia da Slataper a Tomizza lambendo Svevo, Voghera, Saba, Stuparich, Bazlen, Quarantotti Gambini, Bettiza, Rosso, Cergoly, Fölkel, Miglia, Depangher e molti altri? A tali quesiti storicoletterari e ricezionali fornisce risposta il saggio, svelando con strigata sintesi critica e sotto il profilo eminentemente letterario il coevo interscambio culturale tra italiani e sloveni nelle terre confinarie dell’Alto Adriatico.