"Vinyl" (Andy Warhol, 1965) è un film estremamente significativo nel panorama del cinema sperimentale degli anni Sessanta; è noto come emblema della Factory newyorchese e parabola pop. Il romanzo "A Clockwork Orange" di Antony Burgess, a cui "Vinyl" è liberamente ispirato tramite l’adattamento di Ronald Tavel, rivive nelle interpretazioni di Gerard Malanga, J.D. McDermott, Tosh Carillo e di un piccolo gruppo di extra (compresi Edie Sedgwick, Pope Ondine e Larry Latraille), che “recitano” una scena di sadomasochismo e torture. Il film presenta una messa in scena minimale, attraverso una cinepresa prevalentemente ferma, posizionata en plongée di fronte al set spoglio. Molto meno famoso del cult movie "A Clockwork Orange" di Stanley Kubrick, che interpretava Burgess in direzione di una riscrittura del visibile anti-mimetica, in un universo declinato tra intermedialità, post-umano e ultraviolenza, Vinyl di Warhol si presenta invece come una ricerca sulla carnalità, in una direzione che segnerà fortemente tutto il cinema sperimentale successivo.