Il testo affronta la questione del «postumano» secondo un punto di vista sintomale della contemporaneità e alla luce di quelle «appartenenze» (in particolare all'animalità e alla tecnica) che contraddistinguono la dimensione dell'«umano» sin dall'inizio della sua storia filosofica e che non sembrano eliminabili con un semplice tratto espresso dal prefisso «post-».