Riproporre una serie di scene tratte da film sovietici e di popolari canzoni russe come fossero nate nell’universo culturale francese degli anni Sessanta e Settanta. Questa la sfida raccolta da Ja tebja ljublju – Je t’aime (Šavkero, Semičev, Kim, Russia, 2023, 56’), un film in cui la leggerezza di un prodotto di intrattenimento giocato sugli stereotipi si accompagna a un alto tasso di (auto)consapevolezza, ponendosi a cavallo tra due lingue, due culture e quindi tra molteplici punti di vista. Chiave di lettura privilegiata per portare in superficie i meccanismi su cui si basa questa operazione – con cui i russi ridono tanto dell’altro quanto di loro stessi – saranno le categorie dell’analisi traduttologica.